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Caso studio · Ristorazione

Sala piena con il budget di una cena per due.

Ristorante con pizzeria e alloggio. Account pubblicitario acceso da cinque settimane, nessuno storico.

80,82 €spesa pubblicitaria della serata
18.949persone raggiunte
+20rimandate a casa a prenotazioni chiuse
5 settimanedi vita dell'account
Il punto di partenza

Come si fa di solito.

Per un ristorante di solito si parte accendendo l'account, si prendono le foto dei piatti più belli, si spinge su tutti e si incrociano le dita sperando che passi la gente giusta.

Io ho fatto il contrario. Prima di spendere un euro ho lavorato su due livelli, in quest'ordine. Prima il posizionamento, poi i dati sul pubblico. Le campagne sono arrivate per ultime, ed erano la conseguenza.

La sequenza

Tre passaggi, in quest'ordine.

01

Posizionamento

Domanda... dove possiamo stare che non sia già occupato?

Risponde... il territorio da presidiare.

Lascia aperto... a chi parliamo, e con quali parole.

02

Pubblico

Domanda... chi si muove, quando, e cosa lo fa decidere?

Risponde... i pubblici, i loro driver, i momenti, le obiezioni.

Lascia aperto... quale offerta mettere davanti a chi.

03

Campagne

Domanda... qual è l'offerta giusta per il pubblico giusto?

Risponde... la serata a tema, il copy, i visual, il trigger.

Non lascia aperto niente. A questo punto si spende.

Ogni passaggio esiste perché il precedente non bastava. Saltarne uno significa indovinare.

01 · Posizionamento

Cosa era già occupato.

Non sono partita da cosa vendono, ma da cosa era già occupato.

Ho mappato i ristoranti e le pizzerie della zona, con i loro giudizi pubblici e il territorio che ciascuno presidia. Ne è uscita una fotografia netta. I posizionamenti più ovvi erano tutti già rivendicati da qualcuno, e in più di un caso da quattro locali insieme.

La “pizza migliore” era una guerra persa in partenza. Non con quel budget, non in quella zona.

Restava una cosa sola, e non era quella che sembrava. Anche il family con area giochi era già presidiato... c'era un concorrente con il parco recintato. Ma sta in centro, è in stile pub, resta aperto fino all'una e lavora su volumi altissimi. Cioè è caotico.

Lo spazio libero non era avere l'area giochi. Era il family sereno, quello dove i genitori si rilassano davvero.

E il differenziante da comunicare non erano i giochi per i bambini, ma il tempo sereno dei genitori. È psicologicamente molto più forte, ed è esattamente ciò che un locale caotico non può promettere.

02 · Pubblico

Non un pubblico, quattro.

Il posizionamento dice dove stare. Non dice ancora a chi parlare, né con quali parole.

Ho analizzato le recensioni e i commenti, del locale e dei concorrenti. E da lì è uscita la cosa che ha deciso tutto il resto... non c'era un pubblico, ce n'erano quattro, e ognuno comprava una cosa diversa.

Per ognuno ho ricostruito il bisogno emotivo sotto quello razionale, le obiezioni che nessuno dice ad alta voce, il momento in cui scatta la decisione e il posto dove viene presa. Perché non si sceglie un ristorante nello stesso modo in cui si sceglie dove portare i bambini, e non si decide nello stesso posto.

Con una regola sopra tutte... quattro pubblici diversi non possono ricevere lo stesso messaggio. Un contenuto neutro non colpisce nessuno.

03 · Campagne

Le campagne, per ultime.

La serata a tema non è stata un'idea creativa buttata lì. Era già scritta nell'analisi, in due punti diversi.

Era l'offerta giusta per uno dei quattro pubblici. E serviva a bilanciare il rischio numero uno di quel posizionamento... sembrare solo un posto per famiglie, e perdere così la percezione di vitalità.

Anche il trigger su cui ha lavorato l'annuncio era già mappato. Chi si muove quando vede un posto pieno e vuole esserci.

E le parole non le ho scelte al momento. Erano definite prima, insieme a una lista altrettanto precisa di quelle da non usare mai.

Il messaggio parlava a loro, non a tutti. Ed è per questo che ha funzionato al primo colpo, su un account che non aveva ancora imparato niente.

Prima del primo euro

Cosa è successo prima di accendere le campagne.

10concorrenti mappati, con giudizi pubblici e territorio presidiato
4territori già occupati e scartati
4direzioni di posizionamento valutate, una scelta
4pubblici profilati, ognuno con un driver diverso
9trigger d'acquisto classificati per potenziale
5obiezioni ricostruite, con la risposta per ciascuna

Poi è partita una campagna, con 80,82 € di budget.

Com'è finita

Venti persone rimandate a casa.

Il venerdì il titolare mi ha scritto un messaggio pieno di soddisfazione. Avevano chiuso le prenotazioni e rimandato a casa venti persone.

La sala, a seconda di come viene allestita, va dai sessanta a oltre cento coperti. Quella sera era piena, e venti persone sono rimaste fuori.

Ottanta euro di spesa. Diciottomila persone raggiunte. Account nuovo, nessuno storico, sala piena.

Perché me lo tengo

Perché me lo tengo.

Ogni tanto un progetto così piccolo me lo tengo, e ci metto le mani sul serio. Non perché sia il mio mestiere, ma perché è il modo che ho per restare dentro le cose e non parlare di strategia solo a parole.

Quando i numeri arrivano subito su un account appena nato, quasi mai è fortuna.

È la parte che non si vede, decisa prima ancora di accendere le campagne.

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